Cani liberi, a Carignano nuova rivolta contro le multe e le regole
Dopo il “caso Nervi”, il consiglio comunale ha recentemente votato l’inasprimento dei controlli contro chi non usa il guinzaglio e non raccoglie le deiezioni. Ma sacche di resistenza alle norme si fanno strada in un altro quartiere bene già noto per la crociata contro le multe per i divieti di sosta

Non è bastata la levata di scudi partita da Nervi e che ha visto, alla fine, protagonista l’intera città contro il manipolo di proprietari di cani che pretendeva di lasciare liberi gli animali nei parchi. Non è bastata l’approvazione di una mozione proposta dal M5S e votata da tutti i consiglieri (Sindaco compreso) salvo quelli di Fratelli d’Italia (astenuti) che impegna il Sindaco e la giunta a favorire i controlli delle guardie zoofile e a moltiplicare quelli della polizia locale. Ieri, mentre il ponente collassava nel traffico, mentre in centro storico le forze dell’ordine tentavano di arrestare l’ennesimo spacciatore tra i tanti che stringono d’assedio la zona e la Valpolcevera intera cercava di capire esattamente a quali disagi sarà sottoposta a causa della demolizione delle pile 10 e 11 del ponte Morandi, a Carignano, il problema era ben altro: la sgambatura libera dei cani. E dal quartiere bene si alzava la vibrata protesta dei pasdaran anti guinzaglio che, come il gruppuscolo di nerviesi (poi sepolti dal dissenso dai loro stessi vicini di casa) rivendica con forza il “diritto” di non rispettare le regole che invece valgono per tutti: <Ci risiamo, anche stamani alle 8 del mattino sono venuti due vigili in borghese, e hanno dato le multe a proprietari di cani – si legge su un gruppo Facebook di quartiere -. Premesso che alle 8 di mattina bambini non ce ne sono, poi come cittadini che paghiamo le tasse, abbiamo il diritto di condividere gli spazi comuni. O ci mettono degli orari per la sgambatura, o ci diano uno spazio apposito. Si sta facendo una vera e propria task-force anti cani e ai proprietari degli stessi. Uomini e cani hanno sempre convissuto, e comunque le persone che portano i cani alla villa vanno in orari e zone dove non ci sono bambini. Deve finire questo accanimento, quando si chiude un occhio, anzi due, ai bambini o genitori che lasciano sporco e devastano. Chiedo, e spero anche altri con me, un incontro con chi di dovere per provvedere a risolvere questo problema con una certa urgenza>. Dove l'”urgenza”, ahinoi non è il rispetto delle regole da parte di tutti, ma la loro “libera” interpretazione secondo le convenienze personali.
Insomma, tutto come se la polemica sul mancato rispetto del regolamento comunale nell’estremo levante genovese non ci fosse mai stata, come se la città e tutto il consiglio comunale o quasi non avessero ribadito che le regole vanno rispettate, come se la polizia locale desse le multe a chi, semplicemente, ha un cane e non, come invece accade, a chi lascia libero l’animale o non raccoglie le deiezioni del suo quattrozampe. A Carignano, dove già c’è stata la levata di scudi contro le multe lasciate in divieto di sosta nel giorno di pulizia delle strade, oltre che al Codice della Strada (legge nazionale) c’è chi è allergico anche al regolamento comunale dei parchi storici, quale è Villa Croce.
Un altro cittadino del quartiere lo ha ricordato su Facebook alla pasionaria dei cani senza guinzaglio, pronta a puntare il dito contro i “bambini devastatori” (sposando, peraltro, in pieno le teorie dei commercianti di via Galata che anche loro sono stati lapidati sui social per la lettera contro i “pericolosi” pargoli tra i 3 e i 7 anni che giocavano in strada): esiste un regolamento comunale e va rispettato.
Sempre sul gruppo Facebook di Carignano c’è stato chi, senza prendere le parti della signora che le regole le vorrebbe un po’ a suo uso e consumo, ha ricordato che per lo stesso regolamento sarebbe dovere di Municipio e Comune individuare aree di sgambatura per i cani e che questo non avviene. Certo, comunque, non potranno trovare posto né a Villa Croce né in nessun altro parco storico della zona (come Villetta Dinegro) dove questo tipo di utilizzo è esplicitamene vietato.
Insomma, la polemica è servita un’altra volta. Ma che fatica vivere in una città che ama più i cani dei bambini (non che i cani non si debbano amare, per carità), che le regole le vuole sono quando fanno comodo e dove i quartieri che hanno meno problemi ingigantiscono quisquilie mentre il resto del territorio annaspa.


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